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Fondi UE anche per i liberi professionisti, possibile anche se non facile.

ANDI strutturata per supportare le richieste Fondi UE anche per i liberi professionisti, possibile anche se non facile. ANDI strutturata per supportare le richiesteAttuare una serie di misure in differenti ambiti tra i quali l’accesso ai finanziamenti attraverso la creazione di un mercato europeo per il microcredito con conseguente semplificazione della fiscalità sugli investimenti diretti privati al fine di supportare le PMI ed i Liberi Professionisti dell’Unione, è l’obiettivo del progetto “Imprenditorialità 2020” attivato dall’Unione Europea. Grazie alle linee guida contenute nell’Action Plan for Entrepreneurship 2020 e nel recentissimo Piano d’Azione a sostegno delle Libere Professioni presentato il 9 aprile 2014 si è giunti alla effettiva equiparazione dei Liberi Professionisti alle PMI, non in merito alla natura giuridica, ma al ruolo di traino economico e motore dello sviluppo e dell’occupazione oramai ad essi riconosciuto. “Finalmente l’Europa riconosce dignità, finanziamenti ed agevolazioni anche a noi liberi professionisti”, sottolinea Alberto Libero Segretario Sindacale ANDI. “Un riconoscimento importante in quanto estende alcune agevolazioni ai liberi professionisti mantenendo e riconoscendo il Nostro stato giuridico senza equipararci alle imprese. La fruizione dei fondi non sarà semplice e neppure immediata ma come ANDI supporteremo i Soci interessati in modo che siano i primi ad usufruirne”. Per la prima volta, infatti, la Commissione Europea ha dato il via libera ai fondi europei per i professionisti, presentando ufficialmente un piano in base al quale, all’interno delle politiche per la crescita europea, gli iscritti agli Ordini di tutti i comparti vedranno facilitato l’accesso a nuove opportunità di mercato e di finanziamento, diventando destinatari dei Fondi Comunitari messi a disposizione dalla programmazione 2014-2020, al pari delle PMI, garantendo così un concreto accesso al credito, la semplificazione amministrativa, l’internazionalizzazione, la formazione adatta alle esigenze del mercato unico, nonché una collaborazione permanente tra Commissione e liberi professionisti attraverso la creazione di un Forum annuale delle libere professioni. I professionisti avranno libero accesso ai bandi comunitari al fine di promuovere la ricerca, la formazione continua, lo sviluppo tecnologico, l’innovazione e la competitività dell’intero sistema professionale. Nel dettaglio, si tratta di specifici canali di finanziamento calibrati sulle esigenze del mondo professionale, da raccordare con i programmi nazionali e regionali cui spetterà il compito di erogare i fondi UE ai professionisti anche attraverso i propri organismi associativi, i confidi e gli enti bilaterali che saranno chiamati a svolgere il ruolo di intermediari finanziari dei fondi europei ovvero attraverso le associazioni di categoria che potranno partecipare direttamente ai bandi comunitari nel momento in cui verranno accreditate per lo svolgimento di tale funzione. Il piano finanziario elaborato dalla Commissione, si coniugherà con due principali azioni: da un lato la semplificazione della normativa relativa alle professioni, attraverso il coinvolgimento delle organizzazioni di settore; dall’altro con la previsione di interventi per la formazione dei professionisti in modo da rendere più efficiente l’organizzazione degli studi e l’offerta dei servizi al fine di una migliore competitività nel mercato Europeo. “Come sottolineato si tratta di un primo importante passo”, continua il Segretario Sindacale ANDI. “A questo punto non resta che attendere l’effettivo e concreto stanziamento dei fondi europei. Come ANDI ci siamo già strutturati per monitorare la stesura dei programmi e dei relativi bandi al fine di assicurare l’individuazione e la segnalazione di quelli di maggior interesse per i nostri Soci”. Nel dettaglio, le principali linee guida del piano d'azione volte a sostenere le attività delle libere professioni si sviluppano nei seguenti punti: 1) Accesso al credito: si prevede di garantire finanziamenti ai liberi professionisti sia con i fondi regolati su scala nazionale e regionale sia con i fondi gestiti direttamente dalla UE. Per l'Italia risulterà fondamentale il rapporto con le Regioni al fine di elaborare bandi che includano tutte le possibili necessità dei liberi professionisti con particolare riguardo al micro-credito, alle start up, alla formazione, alla semplificazione della fiscalità per gli investimenti diretti privati, alla copertura in caso di eventi imprevisti etc. 2) Educazione all’imprenditorialità: l'obiettivo consisterà nel portare i professionisti a mettersi in proprio attraverso la creazione di corsi che diffondano i concetti dell’auto-imprenditorialità e di sinergie tra organizzazioni e università, anche attraverso appositi programmi Erasmus per i giovani imprenditori. 3) Semplificazione degli oneri amministrativi: lo snellimento burocratico sarà l’aspetto più delicato da trattare a causa della complessità legislativa e regolamentare dei vari paesi dell'Unione Europea. 4) Internazionalizzazione dell'attività: i governi nazionali dovranno spingere con forza verso un miglioramento della capacità dei liberi professionisti di affacciarsi sui mercati esteri. Il tutto attraverso campagne d’informazione, accesso alle reti Ue e ai centri per il sostegno alle PMI e Libere Professioni nei paesi terzi nonché attraverso la costituzione di piattaforme tra università e associazioni d'imprese. 5) Rafforzamento della rappresentanza e della partecipazione a livello europeo: prevedendo una vigorosa collaborazione tra i liberi professionisti e la Commissione Europea con la realizzazione di un permanente Forum annuale delle libere professioni.

 

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